Scrivere, pubblicare, leggere – 01|Priuli & Verlucca

Al via il ciclo di incontri Scrivere, pubblicare, leggere con programma di incontri che coinvolgerà gli editori piemontesi con la loro presenza in libreria. Un progetto realizzato con il contributo della Regione Piemonte alle librerie indipendenti piemontesi per la promozione dell’editoria piemontese.

Il primo incontro è dedicato a Priuli e Verlucca, una casa editrice che dedica da oltre qurant’anni le sue pubblicazioni alla montagna e alla cultura alpina.

“Partendo dalle principali espressioni culturali delle nostre montagne, Priuli & Verlucca ha costantemente sviluppato quel tema originario in tutte le direzioni, ampliando però contemporaneamente il suo orizzonte a 360° (è proprio questo il nome di una delle più celebri collane attualmente in catalogo) in senso sia geografico che scientifico. Ecco che ha dato luogo a un’editoria varia e molteplice: dai semplici e pratici manuali, al calcio e alle collane fotografiche esportate in tutto il mondo; dai volumi delle antiche cartografie, unici nel proprio genere, ai cataloghi e volumi d’arte per conto dei musei di tutta Europa. Sono inoltre ormai moltissimi i libri dedicati alle tradizioni e agli studi sulle culture materiali.”

Abbiamo incontrato Giorgio Coniglio  per l’editore Priuli e Verlucca e l’autore Ugo Revello, insieme hanno presentato il libro A va bin parei. Detti che fra un po’ non saranno più detti. Una raccolta di frasi e detti piemontesi che l’autore ha ascolato, annotato, salvato dall’oblio e raccolto per regalare un sorriso a chi si ricorda che “sì, anche i miei dicevano così!” oppure riportare alla mente altre frasi, quasi una gara a chi ne trova di più.

Così è stata la serata, a capire da dove vengono certe espressioni, a raccontare episodi divertenti, a suggerire nuovi detti, (tanto arriverà il secondo volume!). Un’occasione per riflettere sul dialetto e sul desiderio/necessità di non perdere una parte della nostra cultura.

Qualche esempio? descrivere personaggi partendo dal patelavache al carion del borg, qualcosa di insoddisfacente: ciucé ‘n ciò, mi hai stufato: va a canté ant’n’aota cort, un rimedio inutile: ‘n papìn an sima a na gamba ad bòsch

Se ti interessa vedere come è andata qui c’è il video della serata.

 

 

 

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